«Cosa può il cinema?» Cadenze #6: Anton's right here



Cosa può il cinema? 
«Ljuba, esci dall'inquadratura!» All'improvviso queste parole riempono lo spazio dell'immagine, e la figura che a destra stava invadendo la scena, ne esce di scatto. 
Ljuba, esci dall'inquadratura... Ho pensato tanto a queste parole a cosa volessero dire. Sono un fulmine nella visione, subito sai d'aver assistito a qualcosa di grande, di inspiegabile di primo acchito. 
Esci Ljuba, esci dall'inquadratura. Ma cosa vuol dire questo? Cos'è Ljuba? 
Esci dall'inquadratura, dal quadro del cinema, spazio e dominio dell'arte. A cosa serve la cornice, questo (dis)limite dell'occhio cinematografico? La cornice svolge da sempre un ruolo determinante nella cesura tra il mondo reale, il mondo fenomenico, e quello della realtà artistica. La cornice divide i due mondi, fa in modo che essi non si tocchino e non si contagino. Ljuba, esci dalla realtà dell'arte! E' in questo momento che crolla la cornice, che le due realtà si piegano su se stesse, si fondono. Assistiamo all'invasione della realtà nella dimensione dell'arte. I confini del cineocchio, confini che mi sono comunque rappresentati come «reali» essendo pronti all'approccio con quello che dovrebbe essere documentario, lido ideale della rappresentazione percettiva, creano una dimensione con cui comunque ho un contatto anestetizzato, di ovatta fatto. Ma poi arriva Ljuba, è lei a spezzare quel limite, disintegra la cornice, e il vero reale entra nel «reale», nella dimensione di là. 
Ljuba, esci dalla «realtà»!, ma ormai ne siamo consci, siamo consci di questa rottura, il disvelamento è compiuto, la macchina perde i suoi confini e diventa occhio, è il nostro occhio. No esistono limit, anche quelli della cornice-schermo crollano. Noi siamo su quella banchina, il cinema è nel reale, ne è parte, non esistono più due mondi, la realtà è infine ritratta. 
Ehi, tu, esci dall'inquadratura! 
Cosa può il cinema?

Autore del testo: Maurizio Marras
Pellicola: Anton's right here di Lyubov Arkus 

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