Fotogrammi #62: 1° Mostra internazionale del nuovo cinema di Pesaro (1965)



«Non un festival, dunque - non cioè un'occasione di incontro, certamente utile, ma limitata dai ritorni di ognuno ai propri interessi e ai propri problemi - ma semmai una Mostra, cioè un punto di riferimento permanente per tutti coloro che vedano nel rinnovamento del cinema la sua stessa condizione di vita ed abbiano in comune, oltre a patrimoni ideali ed a esigenze culturali, anche quella serie di difficoltà a volte estremamente pratiche, che derivano dall'essere sempre ogni rinnovamento un fatto di rottura di un equilibrio cristallizzato dalla consuetudine, dal conformismo e dall'interesse... Il fatto che all'allargarsi delle formule standardizzate, al dilagare degli stereotipi cinematografici al livello delle imprese colossali per potenza di bilancio e per vastità di preventiva preparazione del terreno di lancio, non corrisponda una proporzionalmente maggior possibilità di operare secondo il rifiuto delle formule e degli stereotipi, ma che anzi il concentrarsi di quelle iniziative tenda al soffocamento del moltiplicarsi puramente numerico di queste, è cosa da fare riflettere. A giudicare dalle linee tendenziali riscontrabili nelle diverse situazioni nazionali, fra poco non solo una qualsiasi "Mostra del nuovo cinema", ma tutte le mostre in generale potrebbero rischiare di divenire un non senso. L'impegno che con la Mostra internazionale del nuovo cinema ci siamo presi è di offrire la disponibilità di un terreno unitario, e non limitato da pregiudiziali, a cineasti che più volte e in più sedi - ma spesso a livello individuale - hanno mostrato di sentirne il bisogno... Con ciò diamo anche per scontata la possibile apparente contraddizione - legata comunque sempre ai giudizi dei singoli - tra una "novità" programmata e solo relativamente rappresentata. Contraddizione solo apparente, dicevamo, poiché la cultura si propone e si deve proporre sempre come un "quid novi", come un continuo superamento di se stessa. Che il giorno in cui avessimo per ventura trovato la magica formula per cancellare dal mondo il vecchio e sostituirlo con il nuovo, dovremmo poi mettere in discussione la formula, prima che si pietrifichi in nuovi conformismi e nuove consuetudini. Ne consegue che ciò per cui bisogna battersi nella cultura, ed anche nel cinema se vuole appartenervi, è che sia possibile sempre rimettere in discussione, proporre nuove scelte e nuove strade. Un impegno questo cui la Mostra internazionale del nuovo cinema intende restare fedele.»*

Direzione della Mostra, testo di presentazione della prima edizione (1965)


* (Il grassetto è nostro.)

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